La cheesecake che si mangiava nell'antica Roma

Originariamente veniva chiamata Savillum e la ricetta è stata tramandata nei minimi dettagli niente meno che da Catone. Le indicazioni fornite dal politico-scrittore delineano un dolce molto semplice, realizzato con ingredienti poveri e di agevole reperibilità. Inoltre, è facile ipotizzare che il Savillum venisse consumato come spuntino a sé stante e non come dessert alla fine dei pasti.

E cosa abbinavano i romani a questo piatto?

Il consumo di vino era abitudine. Gli stessi legionari avevano a disposizione un quantitativo annuo da consumare oltre ai pasti. In questo caso si tratta di un dolce magari da consumare durante la giornata, non certo tra la plebe ma tra gli aristocratici che potevano anche permettersi un vino di qualità (per l'epoca) trasportato da altre regioni e di conseguenza alla portata di pochi che potevano permettersi il costo. Un vino a base di uva moscato, dal sapore dolce, profumi e struttura delicata, proveniente da Latina oppure dalla Sicilia ma in questo caso a base Zibibbo. 

Video e descrizione del piatto su La Repubblica